HOME I RECORDINGS I ARTISTS I PRESS I CONTACT I SHOP
...................................................................................................
Shape of my Heart
KML 2119



BIO
VIDEO
AUDIO
PICTURES
PRESS
BUY FROM OUR SHOP


------- ENGLISH -------
------- FRANCAIS -------
------- ITALIANO -------


------- ENGLISH -------

::THE GUARDIAN::
“As exquisite as always”

::BBC MUSIC MAGAZINE::
****

::AUDIOPHILE AUDITION::
****


MIDWEST RECORD REVIEW
November 2009

Just because she’ll go 13 years between solo albums doesn’t mean Labeque isn’t busy keeping her fingers flying. Showing off her jazz side, once again Labeque teams up with the crème of jazz and rock for a set that will set your ears on fire. One of the more passionate players out there, these tunes show her being treated with respect by Sting, Herbie Hancock, Chick Corea and others who don’t have to take a back seat to anyone. With just the right mix of jazz and classical, this is top notch adult listening, particularly when nothing less than first class playing by consummate pros will do. First class throughout.

Chris Spector


AUDIOPHILE AUDITION ****
November 2009

The Labeque sisters often go their own individual ways on recording projects, and for this one Katia - who has the stronger pop/rock connections - has put together a crossover album that achieves a very wide appeal without getting kitschy or compromising as so many crossover albums do. This dozen-track effort reminds me a bit of Joshua Bell’s current CD with many different friends from the pop world invited in to perform with him.

She leads off with two tunes written by Sting and sung by him, with Katia at the piano. Then she joins first Chick Corea and then Herbie Hancock for a couple fine two-piano improvisations on standards - the second running over 11 minutes. Two classical selections and one soundtrack theme are part of the mix: piano pieces by Chopin and Satie, as well as Meditation from Bernard Herrmann’s music for Wuthering Heights. Other highlights include Katia’s blazing two-piano excursion with the great Gonzalo Rubalcaba on Besame Mucho, and her own Katia Labeque Band in Radiohead’s Exit Music - which interestingly is not the closing selection but in the middle of the CD. The inside of the three-fold cardboard jacket features a center-spread shot of Katie in a sexy navel-baring pose.

John Sunier

www.audaud.com/


------- FRANCAIS -------

FNAC - recommandation de Noël
Novembre-Décembre 2009

Les deux célèbres soeurs du piano s'attaquent enfin à l'iconoclaste Erik Satie ! Gymnopédies, Gnossiennes, Sports et divertissements... Quelle complicité avec ces mécaniques douces-amères, ces pâtisseries piquantes et ces incroyables pages pour grands bambins. Ce Satie est un élixir de jouvence.


PIANOMUSIQUE.COM
Novembre 2009

KATIA LABEQUE REGARDE AILLEURS

(...) Le piano de Katia Labèque est voluptueux et envoutant, et ce disque a des couleurs minimalistes qui raviront les amateurs de simplicité.
Au début, on retrouve le chanteur Sting, dans son plus simple apparat, qui accompagne chaudement un piano richement harmonisé.
Et puis, il y a du piano seul, toujours, des solos jazz, souvent. Parfois, un Prélude de Chopin et l’étrange 3e Gnossienne de Satie.

Le mélange est savant ; les étoiles ne sont pas loin. Et puis, Herbie Hancock, au piano, qui se joint à la fête, tout comme Chick Correa et Gonzalo Rubalcaba. La voix et la guitare (acoustique) de David Chalmin concluent le tout, et ce disque de piano jazz est plus que troublant, presque hors du temps.

Une vraie joie de découvrir l’une des sœurs les plus célèbres du répertoire classique à 4 mains dans une musique aux harmonisations subtiles et savantes, qui lui confèrent indiscutablement de belles lettres de noblesse.


------- ITALIANO -------

::AMADEUS::
"(…) Ma Katia Labeque è abituata agli incontri musicali importanti. Il suo lavoro nella classica e nel jazz se ne nutre da anni e anche questa è una occasione per sontuosi duetti che svelano un'intesa tra artisti autentica e non certo d'occasione…"

::AUDIOVIDEOFOTOBILD::
"Un grande disco da parte di un'artista davvero multiforme."

::BLOW UP::
"Primo, la Labeque conosce l'arte del pianoforte, suona per davvero, non fa finta. Secondo, "drammatizza" sempre quando sceglie di interpretare, lasciando qui e là quei silenzi e quelle indecisioni apparenti che da soli creano il mistero. Dalla copertina del cd, Katia guarda già oltre. Avanti il prossimo."

::CLASSIC VOICE::
"…il disco diventa un caleidoscopio disorientante. Eppure Katia quando fa la concertista tout-court sembra splendere di luce propria…"

::CORRIEREBIT.COM::
"Katia ama anche fare esperienze diverse, lontane dalla consuetudine più classica. Ci prova con questo disco duettando con artisti quali Sting, Herbie Hancock, Chick Corea e Gonzalo Rubalcaba, o interpretando i Radiohead. [...] Un disco interessante. Da acquistare."

::IMPATTO SONORO::
"Un album coraggioso e decisamente riuscito, che potrebbe far avvicinare molti giovani alle eleganti e sensuali sonorità della musica classica."

::ITALIA OGGI::
"Gioca tra pop e jazz in questo suo nuovo album la pianista francese Katia Labèque.[…] regala ai suoi ammiratori un disco affascinante, che vanta collaborazioni del calibro di Sting, Herbie Hancock, Chick Corea. Gonzalo Rubacalba e David Chalmin."

::JAM::
"Da sola la più passionale ed estroversa Katia se la gioca tra pop e jazz con l'album Shape Of my Heart. Un gran frullatore Sonoro, non privo di un certo fascino."

::MUSIC IN::
"La falda del mio cappello nasconde gli occhi di una bestia che solo lei, al piano, sa calmare…"

::REPUBBLICA::
"La Labèque volteggia con disinvoltura tra classica, jazz e pop: We will meet again e My funny Valentine sono perfette accanto a Chopin , Satie, ai Beatles di Because e ai Radiohead di Exit Music, trasformata in una pièce di musica contemporanea.

::ROCKERILLA::
"Katia Labeque rappresenta l'immagine vivente dell'artista insofferente a qualsiasi tipo di categorizzazione della musica.(…) Un intinerario, il suo, che sembra avere come mete finali la purezza assoluta del suono e la perfezione della melodia e che proprio per questo richiedere un' attenzione e una costanza d'ascolto superiori a quelle che comunemente si dedicano ad un disco. Per palati sofisticati."

::ROCKSHOCK::
"Shape Of My Heart è un disco prezioso: non capita tutti i giorni, infatti, che l’orecchio riesca a vibrare
non per una chitarra ridondante o per una batteria convulsa, ma per un semplice e quasi inavvertibile
sussulto di un tasto bianco."

::SUONO::
"Mescolando sapientemente i generi ed alternando ad hoc i brani il disco si racconta in un'atmosfera rilassata e musicalmente valida, facendo leva basilarmente sulla bravura della pianista (eccellente ed eclettica) e fidando sul contributo degli ospiti."

::SALTINARIA.IT::
"Dopo qualche minuto si fa fatica a distinguere i pezzi jazz da quelli pop, presi come si è dal turbine avvolgente del pianoforte di Mademoiselle Labeque. Anzi, si smette del tutto di provarci e si rimane semplicemente affascinati all'ascolto, rapiti dalle note che ci cullano soavi. “Shape of my Heart” è un cd che evoca immagini d'altri tempi (ma niente affatto anacronistico), da ascoltare seduti in poltrona davanti al caminetto con un whisky in mano, lasciando volare libera l'immaginazione. Che dire? Scommessa vinta, Mademoiselle!"

::SOUNDMAGAZINE.IT::
"La pianista, lasciata momentaneamente (e professionalmente) la sorella Marielle, si è messa in gioco totalmente, affrontando una sfida non da poco: quella di amalgamare generi distanti come il jazz, il pop e la musica classica.
Il risultato è un’elegante scatola di madreperla contenente delle meraviglie."

::TELEVIDEO::
"Non è semplice coniugare stili antitetici come la classica ed il jazz, e perfino il pop, mescolarli e farne un tutt'uno omogeneo. Operazione che a Katia Labèque riescie alla perfezione. Album deliziosamente raffinato."

::XTM.IT::
"Con "Shape Of My Heart", Katia compie un'operazione che è lecito definire di "crossover", un album che riunisce una selezione di collaborazioni con amici musicisti proprio nell'ambito jazzistico, insieme a nuove registrazioni con musica di Satie, Chopin e Radiohead."


KDCOBAIN.IT
Maggio 2010

La pianista classica Katia Labeque percorre la strada solista con un album che osa nel mondo del pop unendo jazz e retaggi classici. In questo lavoro non mancano collaborazioni con artisti di portata internazionale del calibro di Sting, i pianisti Chick Corea, Harbie Hancock e Gonzalo Rubalcaba, e il chitarrista David Chalmin. La sfida di Katia è quella di osare in un mondo lontano dalla rigorosità classica.

Ma le interpretazioni di brani classici come “My funny valentine” o “Besame mucho” dimostrano che il valore dell’artista, nata nell’ambiente classico, abbraccia in realtà tutti i generi. Dal Preludio n°4 di Chopin si passa con estrema dinamicità e senza scossoni ad una suggestiva versione di “Exit music” dei Radiohead. Tutto il disco sposa le più disparate influenze musicali, tutte sapientemente unite da un unico lungo e robusto filo che è la passione di Katia per la musica a 360°.


ROCKSHOCK.it
Sofia Marelli, Genaio 2010

Vince chi grida più forte. È questa la caratteristica dei nostri tempi, e la musica non fa eccezione: il ritornello che si imprime subito in testa, gli arrangiamenti imponenti, i cori spettacolari. Per carità, è giusto che la musica offra questo. Ma è indispensabile che sappia offrire anche qualcos’altro.

Per fortuna ci sono artisti come Katia Labèque che sanno proporre una valida alternativa alla eccessiva ridondanza musicale. In Shape Of My Heart, la pianista francese ci regala brani ponderati, essenziali, dove tutto è al proprio posto e nulla è di troppo. Dodici interpretazioni, scarne, raffinate ed intense, eseguite molto spesso solo dal pianoforte.

Il disco emana eleganza e buon gusto non solo per il virtuosismo di Katia, ma anche per i grandi musicisti che hanno partecipato alla realizzazione, dall’amico Sting fino ai pianisti jazz Herbie Hancock, Chick Corea e Gonzalo Rubalcaba.

Si parte con la struggente compostezza di Moon Over Bourbon Street, dove la cupa voce di Sting e l’impalpabile piano della Labèque si congiungono in un intreccio commovente, mentre in Shape Of My Heart, anch’esso composto e interpretato da Sting, le profonde modulazioni vocali del cantante trovano un adeguato supporto nell’appassionato ordito dei tasti bianchi e neri.

Un romanticismo inquieto percorre la splendida My Funny Valentine, eseguita a quattro mani con Herbie Hancock, mentre si palesa un guizzo di sperimentalismo nell’interpretazione solista di Exit Music dei Radiohead, ancora più sfuggente dell’originale, in cui un enigmatico pianoforte, dominato dalla ingenua trasparenza di note acute improvvisamente incupite da toni bassi, viene contaminato da inquietanti suoni stridenti.

Un’altra perla è Purple Diamond, scritta dal chitarrista e produttore David Chaimin, dove la delicatezza iniziale e finale della voce e del pianoforte viene interrotta da uno sfogo di piano e chitarra,tanto rabbioso quanto potente.

Shape Of My Heart è un disco prezioso: non capita tutti i giorni, infatti, che l’orecchio riesca a vibrare non per una chitarra ridondante o per una batteria convulsa, ma per un semplice e quasi inavvertibile sussulto di un tasto bianco.


SOUNDMAGAZINE.it
dic 9th, 2009

Dopo il primo impatto di rinnovato stupore di fronte all’innata bravura di Katia Labèque, “Shape of my heart” lascia in bocca un buonissimo sapore nuovo.
La pianista, lasciata momentaneamente (e professionalmente) la sorella Marielle, si è messa in gioco totalmente, affrontando una sfida non da poco: quella di amalgamare generi distanti come il jazz, il pop e la musica classica.
Il risultato è un’elegante scatola di madreperla contenente delle meraviglie. Certo, ce lo si poteva aspettare da una musicista del suo livello, ma il modo con cui è stato arrangiato, suonato e prodotto (dalla propria casa discografica KML Recordings) è eccelso, senza sbavature nè forzature d’alcun tipo. Ci sono inserti d’archi, sapori pop, la voce di Sting e David Chalmin, ma tutto ruota attorno al suo pianoforte e al suo carisma. La cosa che più mi è piaciuta è che non c’è quel retrogusto stucchevole che hanno i pezzi orchestrati e composti per assecondare il gusto del pubblico. C’è invece molta delicatezza ed interiorità, raffinatezza e colore.
A rendere il tutto ancor più prezioso è la presenza di artisti come Sting (con la sua tzigana “Moon over Bourbon Street” e la più celebre “Shape of my Heart”), la voce e la chitarra del genio David Chalmin (in “Because” e “Purple Diamond”) e il paradisiaco piano di Chick Corea (”We will meet again”), Herbie Hancock (”My funny Valentine”) e Gonzalo Rubacaba.

“Shape of my heart” è destinato a diventare un evergreen, uno di quegli album squisamente “contaminati” che potrebbero far avvicinare anche chi non si sente attratto dal jazz perchè la qualità altissima è innegabile.

Valentina Zardini

http://www.soundmagazine.it/blog/2009/12/09/shape-of-my-heart-di-katia-labeque/


XTM.it
Dicembre 2009

Katia Labèque è una pianista tra le più acclamate nel panorama dei musicisti classici contemporanei, e come tutti gli artisti “veri” ha dalla sua parte le brillanti esibizioni dal vivo in giro per il mondo.

Ha tra gli ammiratori personaggi dell’establishment musicale che vanno da Madonna, che la indica come uno dei suoi 'pianisti preferiti', a Miles Davis, che le ha dedicato due canzoni nel suo album del 1985 "You're Under Arrest" ("Katia Prelude" e "Katia").

La specificità della sua carriera è nell’aver formato un duo classico con la sorella Marielle con cui ha fondato un etichetta discografica, la KLM che si prodiga anche nel produrre lavori di altri artisti che si cimentano nel pianoforte a due.
C’è da dire che Katia Labèque coltiva un particolare interesse per la musica jazz e importanti sono stati gli incontri con François Jeanneau e la Big Band “Pandemonium” e con John McLaughlin con il quale si è esibita in tournée in tutto il mondo e ha realizzato numerose incisioni discografiche.

Con "Shape of My Heart", Katia compie un operazione che è lecito definire di “crossover”, un album che riunisce una selezione di collaborazioni con amici musicisti proprio nell’ambito jazzistico, insieme a nuove registrazioni con musica di Satie, Chopin e Radiohead.
L'album si apre con le composizioni di Sting, "Moon Over Bourbon Street" dall’album “The Dream Of The Blue Turtles” (1985) e "Shape Of My Heart" da “Ten Summoner’s Tales” (1993), in cui la voce roca del cantante accompagna le melodie che le sapienti mani della pianista indirizzano verso una riedizione decisamente di stampo classico dei due brani. Pezzo forte della sequenza è la “conversazione” a quattro mani con i tre pianisti jazz che accompagnano Katia nell’esecuzione di “My Funny Valentine” (con Herbie Hancock) dall’incedere nostalgico che sfocia in un boogie; “We Will Meet Again” (con Chick Corea) calzante tributo al compositore Bill Evans e alla sue limpide melodie e “Besame Mucho” (con Gonzalo Rubalcaba) forse la versione più pop dell’intero album.

Accanto ai duetti troviamo la versione di ”Exit Music” dei Radiohead già eseguita nel cd “Unspoken”, ”Gnossienne No. 3” presente nell’album dedicato a Erik Satie dove si esibisce a due con la sorellaMarielle, ”Purple Diamond” scritta dal chitarrista e produttore David Chalmin e ”Notes To The Future” contenuta in “Across The Universe Of Languages” una sorta di tributo alla musica dei Beatles riproposta anche nel brano qui presente ”Because” dei prolifici Lennon/McCartney e per finire una chicca tratta dall’opera di Bernard Herrmann's ”Wuthering Heights” l’interludio orchestrale nell’Atto IV° ”Meditation”.

http://www.xtm.it/DettaglioMusicAffair.aspx?ID=9473


ROCKERILLA
nov/dicembre 2009
8/10

Katia Labèque rappresenta l'affascinante immagine vivente dell'artista insofferente a qualsiasi categorizzazione della musica.
Concertista di formazione eminentemente classica, questa pianista transalpina flirta da sempre con autori e spartiti estranei ai saggi delle più prestigiose accademie musicali internazionali, obbedendo di fatto a quel gusto per al ricerca e l'avventura al quale assai di rado altri celebrati virtuosi come lei sanno dar voce e corso.
"Shape of my heart" ne fotografa in maniera assai più che nitida la costante tensione verso repertori "altri" e la genuina disponibilità a collaborazioni che eterodosse possono apparire soltanto a chi guarda alla musica come ad un ordinato casellario di generi distinti.
I Radiohead di "Exit Music", Bill Evans ed Erik Satie, "My Funny Valentine" e i Beatles di "Because", Sting e "Besame Mucho", David Chalmin e Chopin, tracciano così l'ampio perimetro in cui la Labèque ha lasciato correre le dita sul suo pianoforte, ora a contorno della voce dell'ex Police in "Moon over Bourbon Street" e "Shape of my heart", ora in tandem con due superstar del jazz come Herbie Hancock e Chick Corea, o ancora - e in maniera persino più audace - accanto alla stentorea chitarra di Chalmin in "Purple Diamonds".
Un itinerario, il suo, che sembra avere come mete finali la purezza assoluta del suono e la perfezione della melodia e che proprio per questo richiede un'attenzione e una costanza d'ascolto superiori a quelle che comunemente si dedicano ad un disco.
Per palati sofisticati.

Elio Bussolino


IMPATTO SONORO
Novembre 2009

La pianista Katia Labèque è una delle più acclamate musiciste classiche dei nostri tempi: non è un caso se tra i suoi ammiratori a giro per il mondo ci sono vere e proprie icone musicali come Madonna, che la cita come la sua “pianista preferita al mondo” e Miles Davis, che le dedicò due canzoni nel suo album del 1985 “You’re Under Arrest” (“Katia Prelude” e “Katia”).

Oltre a possedere un virtuosismo d’altri tempi, Katia Labèque dimostra di essere un’artista sensibile e ricca d’immaginazione, dimostrando di non voler rimanere ancorata ai rigidi dettami della musica classica.
Ecco quindi che nasce questo “Shape Of My Heart”, un album ricco di collaborazioni e di contaminazioni musicali: si passa da artisti contemporanei del calibro di Sting (godibile la versione di “Shape Of My Heart”), David Chalmin (a cui si deve la splendida “Purple Diamond”) e addirittura Radiohead (da ascoltare il dinamico riadattamento di “Exit Music”) ad alcuni duetti “da brivido” con i talentuosi pianisti jazz Herbie Hancock, Chick Corea e Ponzalo Rubalcaba, senza mai dimenticare le proprie radici classiche (Satie e Chopin).

Un album coraggioso e decisamente riuscito, che potrebbe far avvicinare molti giovani alle eleganti e sensuali sonorità della musica classica.


AMADEUS
Novembre 2009

Katia Labèque è nota per essere la metà di un famoso duo pianistico classico (l'altra è costituita dalla sorella Marielle). Da molti anni non è però solo quello l'ambito in cui esprime se stessa con libertà e immaginazione la pianista a cui nel 1985 Miles Davis dedicò due brani dell'album You're under arrest (Katia Prelude e Katia). Shape of my heart è il suo ultimo lavoro da solista che esce in contemporanea a un cd del duo dedicato a Satie. E il disco si apre proprio con la rilettura per piano solo e voce di due delle più belle canzoni dello Sting "leggero": il brano che dà il titolo al cd e Moon over Bourbon Street che a sorpresa si trasforma in un'avvolgente rapsodia di gusto iberico.

Ma Katia Labèque è abituata agli incontri musicali importanti, il suo lavoro nella classica e nel jazz se ne nutre da anni e anche questa è l'occasione per sontuosi duetti che svelano un'intesa tra artisti autentica e non certo d'occasione: con Chick Corea in We will meet again di Bill Evans, con Herbie Hancock in My funny Valentine e con Gonzalo Rubalcaba in Besame Mucho. Il prossimo incontri fuori degli schemi di Katia Labèque sarà con la musica dei Beatles e qui ce n'è un assaggio (Because); la band c'è già e si chiama B for Bang, mentre il cd uscirà in primavera.


SALTINARIA.IT
Scritto da Fabrizio Corgnati
Mercoledì 18 Novembre 2009

La francese Katia Labeque, una delle pianiste più affermate al mondo, si misura con un repertorio che spazia dalla classica al jazz al pop, riuscendo a creare un tutt'uno organico e coinvolgente.

Se, quando pensate al pianoforte, il primo nome che vi viene in mente è quello di Stefano Bollani, allora questo cd non fa per voi. Sì, perchè l'opera che vi proponiamo oggi porta la firma di una
musicista meno nota al grande pubblico, ma universalmente riconosciuta come una delle più grandi virtuose del nostro tempo: Katia Labeque. Se non vi bastano le parole del sottoscritto, chiedetelo a Madonna, che l'ha definita “una delle mie pianiste preferite al mondo”. Oppure a Miles Davis, che le
dedicò ben due brani (“Katia Prelude” e “Katia”) nel suo album “You're Under Arrest” del 1985. (...)

Nel suo ultimo lavoro, “Shape of my Heart”, Katia ha deciso di lasciare temporaneamente la sorella
Marielle, tanto diversa quanto inseparabile da lei, per affrontare una scommessa ardita: coniugare in un unico album stili apparentemente antitetici come la classica, il jazz e persino il pop. Il cd, infatti, si apre con due pezzi nati dall'insolita collaborazione con Sting. I due si conobbero quando
la Labeque si innamorò del jazz e del jazzista John McLaughlin, con cui convisse per quattordici anni. E, vista la nota predilezione della popstar inglese per la sperimentazione, era inevitabile che i due si ritrovassero a lavorare insieme.

Nascono così due deliziosi riarrangiamenti di altrettanti classici di Sting: “Moon over Bourbon Street”, dal sapore vagamente tzigano, e la title-track “Shape of my Heart”, che strizza l'occhio a Skrjabin e Chopin. Poi, a parte qualche rara intromissione di archi (come nella dinamica versione di “Exit Music” dei Radiohead) e della chitarra e della voce di David Chalmin (“Because” e “Purple Diamond”), protagonista incontrastato sulla scena rimane il pianoforte. Suonato non soltanto dalle
abili mani dell'artista transalpina, ma anche da altri mostri sacri quali Chick Corea (“We Will Meet Again”), Herbie Hancock (“My Funny Valentine”) e Gonzalo Rubalcaba.

Dopo qualche minuto si fa fatica a distinguere i pezzi jazz da quelli pop, presi come si è dal turbine avvolgente del pianoforte di Mademoiselle Labeque. Anzi, si smette del tutto di provarci e si rimane semplicemente affascinati all'ascolto, rapiti dalle note che ci cullano soavi. “Shape of my Heart” è un cd che evoca immagini d'altri tempi (ma niente affatto anacronistico), da ascoltare seduti in poltrona davanti al caminetto con un whisky in mano, lasciando volare libera l'immaginazione.
Che dire? Scommessa vinta, Mademoiselle!


 

©KML Recordings 2009